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Degustazioni

Agrapart, le vecchie varietà e… la guida

Ci avete scritto in tanti, l’appassionato Matteo Trevi perfino con preoccupazione per il sottoscritto (grazie!): che succede al sito? Avete ragione, è fermo dall’11 agosto, tolti due mini...
di Alberto Lupetti

Sede Agrapart et Fils

Ci avete scritto in tanti, l’appassionato Matteo Trevi perfino con preoccupazione per il sottoscritto (grazie!): che succede al sito? Avete ragione, è fermo dall’11 agosto, tolti due mini articoli promozionali della prossima edizione della guida. Ecco, la guida. Settembre e ottobre sono i due mesi critici delle lavorazioni, prima di dare tutte le pagine alla tipografia, e questa edizione ha richiesto un impegno ancora maggiore rispetto al passato. Da cui la scelta necessaria di dover mettere in pausa il sito per un po’, ma non temete, perché riprenderà la sua attività presto. Intanto lo fa già con questa piccola degustazione, che arriva proprio dagli assaggi di Grandi Champagne 2022-23, e sarà man mano seguita da un articolo sui nuovi bicchieri Ultralight di Lehmann, poi un viaggio virtuale dai fratelli Bérêche… Ancora un po’ di pazienza. Che ripagheremo con una nuova edizione della guida più ricca che mai, al punto che avevamo registrato il codice ISBN per 608 pagine, invece siamo dovuti arrivare a 624 per tagliare fuori il minor numero possibile di schede, che altrimenti avrebbero reso il volume un tomo ingestibile… Già, considerate che abbiamo fatto molti più assaggi di quelli che vedrete in guida e alcuni saranno pubblicati su questo sito, altri nel Club.

Ricordo che la guida è una selezione ai migliori champagne, quindi non vuole essere omnicomprensiva, anzi si propone di pubblicare quelli al di sopra di un punteggio minimo (87/100). Per questo motivo non trovate stroncature: quello che non c’è (neanche su sito o Club) non ci ha convinto. Semplice!

Appuntamento, dunque, ai primissimi giorni di dicembre con una Grandi Champagne 2022-23 più ricca che mai!

Alberto Lupetti

Pascal Agrapart è uno dei produttori più acclamati di champagne, tanto che la reperibilità dei suoi champagne è diventata quasi una caccia al tesoro. Nella prossima edizione della guida troverete tutti i millesimati e il suo cavallo di battaglia, mentre abbiamo pensato di dirottare il Complantée qui sul sito. Pascal ha una gamma che va da un assemblaggio che è la foto di tutto il domaine fino a un parcellare, ma non mancano due champagne innovativi che dimostrano quanto Pascal ami anche esplorare strade diverse, spesso come precursore assoluto. Ad esempio, ha smesso di produrre da tempo il rosato e lo ha rimpiazzato con il suddetto Complantée, che materializza l’interesse di Pascal per le vecchie varietà. Non da proporre in solitaria, ma addirittura in assemblaggio, con questo che nasce direttamente in vigna.

Alberto Lupetti e Pascal durante la degustazione di champagne
Il sottoscritto insieme a Pascal nel corso di un’occasione di saluto a giugno di quest’anno, poi trasformatasi in degustazione di vecchi champagne di Pascal, che il nostro amico comune Fabrice Gassi chiama “le pape du Chardonnay”…

Lo champagne, infatti, è una combinazione delle varietà classiche con le storiche e, nello specifico, si tratta di una vigna di Avize (ma lo champagne non è classificato Grand Cru perché solo Pinot Noir e Chardonnay sono tali) relativamente giovane, piantata tra il 2002 e il 2003 con tre dei cépages oubliés al fianco delle tre varietà ‘classiche’, tutte e sei insieme (da cui complantée), con lo Chardonnay comunque prevalente. Le uve sono anche pressate tutte insieme, poi fermentate in legno, qui con la vendemmia più giovane (2017) a pesare per l’80% nei confronti della precedente. Lo champagne è stato poi ‘tirato’ unicamente in bottiglia a maggio 2019 ed è maturato tra i 2 e i 3 anni (Pascal ‘degorgia’ per piccoli lotti) sui lieviti e, infine, dosato a 5 g/l. Secondo lo stesso Pascal, con questo champagne “il terroir ha influenza sulla varietà”.

Una curiosità: nella gamma Agrapart figurano alcuni champagne che in etichetta riportano la marca ‘Agrapart & Fils’, altri ‘Pascal Agrapart’ (come Complantée, Minéral, Avizoise, Vénus ed Expérience), perché? Perché i secondi sono stati creati da Pascal, non esistevano e, in ambito familiare, il vigneron di Avize vuole ribadire la primogenitura di questi vini nei confronti della gamma tradizionale.

Complantée

Bottiglia di Agrapart ComplantéePinot Noir, Chardonnay, Meunier, Pinot Blanc, Arbane, Petit MeslierDue anni fa questo champagne non ci aveva convinto del tutto, ora, invece, s’è fatto attraente. È un altro esempio di come Pascal sappia coniugare ricchezza con finezza. Il naso è molto fruttato, ma con un’incisività che arriva dagli spunti di pepe bianco e un fondo di tostatura che non si può dire venga dal legno, bensì più dalla mandorla, oltre a farsi stuzzicante grazie a un richiamo alla polvere di caffè. Bocca rotonda e perfino rinfrescante, appare solida più che tonica perché “si aggrappa” (Vania Valentini) al palato, sapendo così proporsi cremosa a centro bocca con i richiami all’uva e poi salina sul finale, facendosi in questo addirittura monolitica, con gustose derive sapide.
Voto: 91(92)/100

Ha ragione Pascal – e ci mancherebbe! -: questo champagne è Avize più che un assemblaggio particolare. Ma è anche una delle maniere più piacevoli di confrontarsi con le vecchie varietà, senza bizzarrie… Bravo! Come sempre.

Gli champagne Agrapart sono distribuiti in esclusiva da:
Pellegrini – tel. 035/781010 – www.pellegrinispa.net

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13 risposte a “Agrapart, le vecchie varietà e… la guida”

  1. Ma quanto le voglio bene Alberto ;))) noi chiamiamo e lei risponde prontamente con produttore top…così giusto per farci venire l’acquolina in bocca.
    Un caro saluto e buon lavoro, attendiamo con ansia la nuova guida, a presto.

      • Buona sera, ho ordinato il libro il 1.11.2021 e non ho ancora ricevuto nulla. Per altro non è possibile contattare nessun in merito. Le mail tornano indietro. Cosa devo pensare? Grazie

        • Buonasera,
          innanzitutto grazie della fiducia. Trattantesi di una prevendita, è normale che non abbia ancora ricevuto nulla. La guida (parliamo di Grandi Champagne, non di La Mia Champagne, giusto?) è in stampa e contiamo di spedire i primissimi giorni di dicembre…
          Strano che le mail tornino indietro. Alla mail ‘guida’ è arrivata, ma le rispondiamo qui.

  2. Buongiorno Alberto,
    vedo con piacere che è ripresa la pubblicazione delle degustazioni sul sito.
    In attesa dei nuovi articoli vorrei chiederle cosa ne pensa degli champagne di Secondè Simon.
    Ero presente all’evento Modena Champagne Experience dello scorso 10 ottobre, tra l’altro ho apprezzato moltissimo l’evento e spero verrà ripetuto nei prossimi anni, e in quella occasione ho assaggiato alcune etichette di Secondè Simon, produttore che non conoscevo affatto.
    Già sono rimasto positivamente sorpreso dal loro prodotto base la cuvee Nicolas, salendo ho assaggiato la cuvee millesime 2016 che ho trovato di ottimo livello e per concludere la cuvee le village 2013 che mi ha conquistato… considerando poi che sono sempre stato più da chardonnay che da pinot nero mi ha davvero impressionato.
    Un caro saluto.
    Alessandro

    • Produttore che ha grandi uve e notevole preparazione tecnica, che, a mio avviso, potrebbe fare di più. Champagne tra il bono e il molto buono, comunque. Non a caso saranno nella prossima edizione della guida…

  3. Che bello ritrovare il sito! Mi mancavano gli appuntamenti regolari e mi chiedevo in effetti che cosa stesse succedendo! Ricominciare dalla A (di Agrapart), produttore che adoro, è poi simbolico!
    Ne approfitto per chiedere ad Alberto cosa ne pensa dei Synergie 52 cl (soufflés machine). Ne ignoravo l’esistenza e li ho scoperti da poco, l’anello mancante che ho affiancato agli storici Synergie 75 (soufflés bouche) e Gd champagne. Sono in effetti diversi dagli altri due modelli…
    Un caro saluto
    Filippo

    • Ho provato il Synergie 60 (bocca, ultralight). Il responso è sempre quello: bellissimo oggetto, ma è da tavola, non da degustazione. Salvo alcuni casi particolari.
      Invece, mi sta piacendo sempre più il Lallement N°4, veramente un gran bel calice, come oggetto e come strumento tanto di degustazione, quanto di bevuta.
      Il sito? Cerchiamo pian piano di farlo ripartire.

  4. Io il Complante’ l’ho bevuto recentissimamente e per la prima volta , ricordo Agrapart per il Terroirs e il Mineral , non credo dì ricordarlo in futuro per il Complante’ in senso buono ma gli darò un’altra chance.

  5. In quanto a vitigni dimenticati, ricordo ancora, come se fosse ieri, (ed è passato più di in anno!), la profondità e la sottile ossidazione del sorso…interminabile de Le Nombre d’or di Aubry.
    Purtroppo invece non potendomi permettere Selosse e avendolo terminato al ristorante in cui lavoro…, Gentile Alberto, sa consigliarmi qualche bottiglia che abbia quella “sfacciata” ossidazione di cui vado matto?
    Grazie mille

    • Comunque, dire ad Anselme che i suoi vini sono ossidati, beh, non è che gli piaccia tanto.
      Bella domanda, accidenti! Gli Henri Giraud di qualche anno fa, ora non più; i tre parcellari Chardonnay, Meunier e Pinot Noir di Tarlant, direi. Un piccolo come Guillaume Gallois (la linea RM di Gallois Bouché, non la RC), soprattutto il 2013.
      Ecco…

      • Grazie Alberto, esaustivo come sempre..
        aggiungo, a mio modesto parere, il Bistrotage B.10 di Charles Dufour bevuto ieri sera.

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