Nuova annata per il Blanc des Millénaires!

Dobbiamo al compianto chef de cave Daniel Thibault se Charles Heidsieck è oggi una Maison di assoluta eccellenza, con champagne straordinari che sanno coniugare complessità e longevità con una godibilità al limite dell’irresistibile. Una di queste creazioni firmate Daniel Thibault è il Blanc des Millénaires, nato con la vendemmia 1983 secondo la formula di cinque villaggi della Côte des Blancs (Cramant, Avize, Oger, Le-Mesnil e Vertus, rispettivamente per complessità, mineralità, struttura, equilibrio e florealità), ciascuno al 20%. Da quel primo Blanc des Millénaires 1983 nulla è cambiato, se non l’adozione della bottiglia ‘Crayère’ con il millesimo 2007. Quest’ultimo è stato seguito dal 2014 (veramente eccezionale, lo trovate nell’attuale edizione della guida Grandi Champagne), che non ha passato il testimone a un improbabile 2015 (bene, bravi!) e neanche a un possibile 2016 (peccato), ma lo ha fatto tre anni più tardi con il Blanc des Millénaires 2017, in uscita quest’estate: bene, eccolo in anteprima!
Si tratta del primo della serie fatto da Cyril Brun (ora chef de cave di Ferrari), che ha ben saputo estrarre quanto di buono quest’annata difficilissima ha saputo dare allo Chardonnay, mentre sia il Pinot Noir, sia il Meunier hanno sofferto tantissimo. Eppure, fu un’annata, la 2017, che cominciò benissimo e fino al 15 agosto tutti gli champenois pensavano che sarebbe stata eccezionale. Però poi è piovuto, tanto, fino a metà settembre. Risultato: tanta botrite e, soprattutto, uve dal gusto di champignon. Eccezione la Côte des Blancs, quindi gli Chardonnay più classici.
Ecco, dunque, che gli champagne blanc de blancs non rappresentano una singolarità e, anzi, hanno dato risultati tra il buono e il molto buono, con alcune punte di eccellenza. Come il Blanc des Millénaires, che esce dopo 7 anni di cantina con un dosaggio di 9 g/l, quindi nel più solido classicismo di Charles Heidsieck.

Blanc des Millénaires 2017
100% Chardonnay
dég. ott. 2025 – Olfatto molto verticale, affilato, animato da una concentrazione agrumata (limone soprattutto), quest’ultima impreziosita da una sottile florealità. Più di tutto, però, colpiscono freschezza ed eleganza. La bocca bissa appieno tanto la verticalità, quanto la freschezza, pur sembrando meno densa di quanto ci si aspetterebbe. Questo, però, soltanto perché gioca su freschezza, succosità e tensione, con una gustativa sapida e affilata nella quale la craie sale sempre più in cattedra, insieme ai ritorni agrumati. Chiusura asciutta e salina, precisa e definita. Eccellente in assoluto, sorprendente se si pensa all’annata.
Voto: 94(98)/100
(ha contribuito alla degustazione Vania Valentini)
Assaggiare un Blanc des Millénaires con soli cinque mesi di dégorgement è un crimine, ciò nonostante questo 2017 già rivela materia e fattura di prim’ordine e, soprattutto, lascia presagire un’evoluzione radiosa. Non credo possa raggiungere le vette dello straordinario 2014, però gli si accoda a brevissima distanza, pertanto mette in fila 2007, 2006 e 2004. Amen.



