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Degustazioni

Il Krug Clos du Mesnil 2009 e i miei dubbi

Oramai lo sappiamo: Krug non aspetta una grande annata per dichiarare un millesimato. Segue altri parametri come, prima di tutto, la possibilità di quei vini di raccontare l’annata,...
di Alberto Lupetti

bottiglia krug clos du mesnil

Oramai lo sappiamo: Krug non aspetta una grande annata per dichiarare un millesimato. Segue altri parametri come, prima di tutto, la possibilità di quei vini di raccontare l’annata, nello stile della Maison, naturalmente. E questo vale tanto per il Krug Millésime, quanto per il Krug Clos du Mesnil (e il Krug Clos d’Ambonnay…). Nel caso del primo, ad esempio e senza andate troppo indietro nel tempo, abbiamo visto la Maison passare dal Krug 2008 al Krug 2011, quindi con un salto tre annate, e poi proseguire con il Krug 2013 (recentemente recensito), saltando l’agognato Krug 2012 per le ragioni che molti di voi oramai conoscono e che racconto dettagliatamente nel libro ‘Krug la mia passione’.


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Più complesso il discorso sul Krug Clos du Mesnil, dove a volte la sequenza di annate è stata veramente bizzarra: 1979, 1980, 1981, 1982, 1983, 1985, 1986, 1988, 1989, 1990, 1992, 1995, 1996, 1998, 1999 (mai uscito), 2000, 2002, 2003 (uscito prima del 2002), 2004, 2006 e 2008. E poi? Ecco il sorprendente, in quanto inaspettato, Krug Clos du Mesnil 2009! Già, mancata con il Krug Millésime, quest’annata porta invece in dote il Krug Clos du Mesnil.

22 edizioni del clos du mesnil
Fino a oggi, il Krug Clos du Mesnil è stato prodotto 22 volte, compreso il 1999 mai uscito.

Un’annata strana, la 2009, non propriamente calda, ma solare, il cui problema è stato questo marcato tratto ‘solare’, che ha comportato mancanza di energia alla maggior parte degli champagne. A memoria, di champagne targati 2009 ne salvo tre, per quanto riguarda le maison classiche: Cristal (Louis Roederer), Sir Winston Churchill (Pol Roger) e Amour (Deutz). Quindi che Krug abbia dichiarato il millesimo per il suo champagne più mitico e mitizzato con quest’annata mi ha sorpreso. Soprattutto considerando che, nel passato, un’altra annata solare (1999) è stata fatta, lasciata affinare, assaggiata e… remise en cercle! Ne parlai a suo tempo qui.

Invece, com’è andata stavolta? Lo champagne è regolarmente uscito e, a quanto pare, è piaciuto a diversi. Ma non al sottoscritto. No. A mio avviso, il Krug Clos du Mesnil non funziona nelle annate solari e/o propriamente calde, come dimostrato anche dai Krug Clos du Mesnil 2006 e 2003 (decisamente meno coinvolgente del cugino Krug 2003) e, in misura minore, dal Krug Clos du Mesnil 1992.

Prima di andare però a scoprire questo benedetto Krug Clos du Mesnil 2009, ‘ripassiamo’ velocemente il suo luogo di nascita, ossia il vigneto sito nel cuore del villaggio omonimo, Grand Cru dal 1985 (quindi, per le prime cinque annate il Krug Clos du Mesnil è stato Premier Cru…). Il ‘Clos du Chapitre’ è un vigneto antichissimo, le cui tracce risalgono addirittura al 1698 grazie ai monaci (guarda un po’…). Si inizia a parlare di ‘Clos du Mesnil’ nel 1742 e pochi anni più tardi, a seguito di un accorpamento di proprietà, arriva definitivamente alla sua estensione attuale: 1,84 ettari, anzi 1,8428 ettari, per la precisione. Un secolo più tardi, il vigneto è acquistato da un locale vigneron, tale Amedée Tarin, guadagnando così la denominazione di ‘Clos Tarin’. Ne nasce un blanc de blancs, fino a che i Tarin decidono di vendere le uve a Salon: quindi, il ‘clos’ fa parte dell’assemblaggio della Cuvée S fino al millesimo 1969. Già, perché nel 1971 il vigneto è acquistato da Henri e Rémi Krug nell’ambito di un’acquisizione di un blocco di 6 ettari nella Côte des Blancs. I Krug lo ripiantano, lo restaurano e con gli assaggi dei vini della vendemmia 1979 nasce il Krug Clos du Mesnil (per la storia dettagliata rimando ancora al libro ‘Krug la mia passione’).

Il ‘Clos du Mesnil’, cuore verde del villaggio di Le-Mesnil-sur-Oger, visto dalle colline a sud del villaggio.
Il ‘Clos du Mesnil’, cuore verde del villaggio di Le-Mesnil-sur-Oger, visto dalle colline a sud del villaggio.

Il ‘Clos du Mesnil’, com’è stato definitivamente ribattezzato, è suddiviso in sei parcelle, con la più giovane ripiantata nel 2008. Pertanto, all’interno del vigneto ci sono espressioni diverse e non tutte entrano sempre nell’assemblaggio del Krug Clos du Mesnil. Che, come ricorda Olivier Krug, è lo champagne più facile da fare: si assaggiano i vini e si decide semplicemente per il sì o per il no, diversamente da Krug Grande Cuvée e Krug Millésime. E, sempre per dirla come Olivier, “non c’è gerarchia negli champagne Krug, il Krug Clos du Mesnil è l’espressione puntiforme dello stile Krug: una sola varietà, un solo vigneto, una sola annata”.


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