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Rosé

Krug: da 172 a 28, ma… in rosa!

Oramai da qualche anno, Krug ha la ‘buona abitudine’ di presentare insieme Krug Grande Cuvée e Krug Rosé nati dalla medesima vendemmia. Così, se in bianco, come avete...
di Alberto Lupetti

Krug Rosé 28ème

Oramai da qualche anno, Krug ha la ‘buona abitudine’ di presentare insieme Krug Grande Cuvée e Krug Rosé nati dalla medesima vendemmia. Così, se in bianco, come avete visto, siamo approdati alla 172ème Édition, in rosa è la volta della 28ème Édition. Entrambi gli champagne sono stati creati da Krug a partire dai vini della vendemmia 2016.

Krug Grande Cuvée e Krug Rosé
Dopo il Krug 2011, per il 2024 la Maison ha presentato insieme Krug Grande Cuvée e Krug Rosé con due edizioni create attorno alla vendemmia 2016.

Krug non ha avuto storicamente nel suo DNA il rosé. Non lo faceva Joseph, non lo hanno fatto le tre generazioni successive e, in tutta onestà, non ci pensava proprio e neanche la quinta generazione, quindi Henri e Rémi Krug. Però, Rémi, girando per il mondo, era subissato da richieste del genere: “quando Krug ci regalerà un rosato che parli il linguaggio di Krug?”. L’idea, a inizio anni ’70, ha via via fatto breccia in Rémi, ma suo fratello Henri non era convinto, finché nel 1976 rivela al fratello di essere pronto a creare un’espressione Krug in rosa: nasce il Krug Rosé 1ère Édition.

Basta fare due conti per capire come, dopo quel primo Krug Rosé, lo champagne non sia stato sempre prodotto. Henri Krug lo ha fatto soltanto in occasione delle annate di grande maturità, mentre con l’arrivo del XXI secolo la frequenza è nettamente aumentata grazie al diverso ciclo climatico che, la suddetta maturità, l’ha regalata molto più spesso, come sappiamo. Tuttavia, in questo XXI secolo, il Krug Rosé non ha visto la luce in vendemmie come la 2001 (plausibile), la 2003 e la 2009. Comunque, dal 2010 in poi è sempre stato fatto.

Olivier Krug
Olivier Krug, sesta generazione della Maison: rappresenta sempre un valore aggiunto durante le degustazioni.

Ricordo – repetita iuvant – che il Krug Rosé non è la Krug Grande Cuvée aggiunta di vino rosso, ma un assemblaggio completamente diverso. Basta andare a rivedere la composizione della Krug Grande Cuvée 172ème Édition e quella del Krug Rosé 28ème Édition per rendersene conto. Per quanto riguarda quest’ultimo, i vini della vendemmia 2016 pesano per il 62% e, di questi, il 10% è vino rosso frutto di uve selezionate ad Aÿ e nella vicina Mareuil. I vins de réserve, naturalmente, quotano il 38% e vanno in profondità fino al 2010. Nel complesso, il Krug Rosé 28ème è fatto con 32 vini diversi di 6 annate. Nulla a che vedere con la Krug Grande Cuvée, è ovvio, e questo perché con il Krug Rosé la Maison punta a una personalità ben diversa: fermo restando lo stile, è uno champagne meno strutturato e profondo, per non dire più sottile, con un carattere più ‘gourmand’.

Controetichetta Krug Rosé 28ème
Come di consueto, il Krug iD racconta tutto dello champagne.

Comunque, il Krug Rosé 28ème ha riposato anch’esso 6 anni sui lieviti, è stato dosato al limite dell’extra-brut e, prima di arrivare sul mercato, è rimasto un ulteriore anno e mezzo nelle cantine di Krug dopo il dégorgement.

Bottiglia e cofanetto Krug Rosé 28ème.

Krug Rosé 28ème

58% Pinot Noir, di cui il 10% in rosso, 25% Chardonnay, 17% Meunier
Krug iD 123009 – Anche questo Krug Rosé, come avvenuto con la Krug Grande Cuvée 172ème, non si offre al naso così evidentemente Krug sulle prime, pur seguendo alla perfezione la linea stilistica tracciata degli ultimi rosé, diciamo dal 24ème in poi: arancia rossa prima di tutto, poi piccoli frutti rossi, più dolci che aciduli, spezie e mineralità scura. È evidentemente rosé, nel senso che non dissimula la sua natura, ma lo è con eleganza e più resta nel calice e più rivela il Pinot Noir, peraltro preponderante nell’assemblaggio. Sì, lo definirei addirittura un inno al Pinot Noir, con tutte le caratteristiche della varietà ben espresse. Curiosamente, si avverte un’ombra di legno, tradita dalle tostature, però, non da banali richiami boisé. La bocca è perfettamente speculare con l’olfatto, quindi anch’essa più solida e ricca di quella della KGC 172ème. È fruttata e minerale, levigata e tesa, con un finale asciutto, più che tannico, comunque pulente. Insomma, al debutto questo Krug Rosé 28ème è più coinvolgente della Krug Grande Cuvée 172ème, probabilmente grazie alla componente di Pinot Noir in bianco e in rosso, tuttavia… il valore assoluto resta a favore di quest’ultima, che rimane in vantaggio in termini di complessità e articolazione, nonché sempre e comunque l’emblema di Krug!
Voto: 94(96)/100

Che strano: anche stavolta sembra riproporsi quanto accaduto a suo tempo al debutto della Krug Grande Cuvée 169ème e del Krug Rosé 25ème, con la prima tendenzialmente introversa e il secondo più pronto e generoso. Un parallelismo singolare, visto che ho trovato le medesime sensazioni con i due champagne presentati da Krug per il 2024 (Krug 2011 a parte, naturalmente). Sarà solo il tempo a dirci quali saranno i valori in campo, ma sono pronto a scommettere sulla 172ème, sebbene non sempre il tempo consacri la Krug Grande Cuvée: vedasi il caso della 162ème e del Rosé 21ème, ma è più l’eccezione che conferma la regola! Credo…

Un plauso, comunque, alla Maison, che ora definisce il Krug Rosé “il sogno della quinta generazione”, omaggiando così quanto ideato a suo tempo da Henri e Rémi Krug.

La degustazione è stata preceduta dall’anteprima, a livello di solo assemblaggio prima dell’imbottigliamento, del Krug Rosé 35ème, fatto a partire dai vini della non facile vendemmia 2023, pertanto con un’importante quota di Chardonnay: promette bene…

Krug Rosé 35ème
Il futuro Krug Rosé, il 35ème, creato attorno alla vendemmia 2023…

Gli champagne Krug sono distribuiti in esclusiva da:
Moët-Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

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