Vendemmia 2026: un record… poco edificante

Si avvicina la vendemmia in Champagne, più rapidamente del previsto: il 4 agosto si parlava di un inizio il 12, il che sarebbe stato il record di sempre, ma poi si è ipotizzato addirittura il 10 agosto per l’Aube. Ecco, dunque, che si capisce perché l’espressione più ricorrente questi giorni in Champagne sia “mai vista una cosa del genere!”. Ma andiamo con ordine.

Il 21 giugno, Anselme Selosse mi aveva detto di non aver mai visto niente di simile. Ecco il pezzo tratto dal mio prossimo libro ‘Anselme Selosse, l’uomo che ha cambiato la Champagne’, in uscita a fine novembre e già in prevendita su questo stesso sito.
“Siamo sotto un sole implacabile e per le vigne temo l’effetto ‘asciugacapelli’, ossia la disidratazione delle foglie e dei grappoli. Vedo fenomeni di échaudage (scottatura degli acini) sui grappoli esposti a ovest, quindi in quei vigneti con i filari orientati nord-sud. Mi trovo in una situazione che non avevo mai vissuto prima. L’esperienza più vicina resta quella di luglio e agosto del 2003, ma allora le giornate erano più corte. Voglio dire che se ad Avize l’insolazione a inizio agosto dura 14 ore e 45 minuti, a fine giugno invece è di 16 ore e 15 minuti. Ci sono, dunque, 90 minuti di sole in meno ad agosto…”.
Anselme non sta tanto dicendo che fa più caldo del 2003, almeno non ancora, ma piuttosto che c’è una maggiore insolazione in quanto il caldo è arrivato prima, quando le giornate sono più lunghe. Di fatto, è come se stesse dicendo “non ho mai visto una situazione simile così presto nella stagione, con così tante ore di sole”. Anselme è preoccupato perché la quantità di energia (del sole) ricevuta dalla pianta può essere ancora più impattante della temperatura dell’aria (il caldo: 39°C ad Avize il 26 giugno!). Se poi i due fenomeni si presentano insieme con particolare intensità, ecco l’effetto ‘asciugacapelli’, che porta la pianta in una pericolosa fase di stress disidratativo.
Fortunatamente, a seguire, il caldo non è stato sempre così elevato, ma a complicare le cose ci si è messa l’assenza di piogge. Allora, le previsioni di inizio vendemmia il 20 agosto, sono improvvisamente sembrate errate perché “le vigne hanno sete. Non credo di aver mai visto una situazione del genere, neppure nel 1976… La data della vendemmia slitterà: vendemmieremo tra la fine di agosto e l’inizio di settembre perché la maturazione si è bloccata”, così Fabrice Gass (Champagne Alexandre Filaine) il 7 luglio.

Poi qualche millimetro d’acqua è fortunatamente caduto, ma è anche tornato il caldo torrido, quindi l’analisi fatta da Denis Blée (Directeur vignes et vins et Membre du Directoire di Billecart) il 5 agosto mi ha lasciato senza parole. Anche il buon Denis si accodato a quanto lamentavano gli champenois da giugno, confessando di non aver “mai visto una maturazione così avanzata, forse solo nel Medioevo!”, con un grado potenziale medio per tutta la Champagne già a 9, ma anche diverse parcelle addirittura a 10. A fronte, naturalmente, dell’acidità in diminuzione, ma questo oramai sappiamo non essere un problema.
Da qui le suddette ipotesi di vendemmia tra pochissimi giorni nell’Aube, rivelatesi ancora una volta eccessivamente prudenziali: a Montgueux i primi grappoli sono stati raccolti addirittura il 6 agosto con un grado potenziale superiore a 11!
A ogni modo, l’intera Champagne sarà certamente in piena vendemmia nella settimana del 17 agosto, con tutte le difficoltà del caso, prima fra tutte il riuscire ad avere i vendemmiatori per tempo. Infatti, oltre alla endemica difficoltà di reperire i raccoglitori (uno dei grandi nodi da sciogliere per la Champagne dei prossimi anni), le tempistiche rischiano di trovare la gente ancora in vacanza, ossia di non avere tempo per preparare la vendemmia.
Ieri, 7 agosto, ho avuto uno scambio più approfondito con Denis Blée, che mi ha confermato l’assoluta unicità della situazione, anche per più anziani. Per poi proseguire dicendomi che sarà fondamentale seguire l’evoluzione delle singole parcelle nel corso dei prossimi giorni, anche perché la maturità sta salendo al ritmo di oltre 1,7 gradi a settimana, con diminuzione dell’acidità per via del fresco al mattino e del caldo intenso nel pomeriggio. Per quanto riguarda Billecart, già da lunedì inizieranno i prelievi in vigna, così da prendere le decisioni giuste, supportate dalla degustazione degli acini e dei mosti. Faranno altresì delle prove di pressatura per ottenere la migliore qualità possibile del mosto da uve poco ricche di succo.
Ma la parte del ragionamento di Denis che mi ha destato maggiore preoccupazione è questa: “in ogni caso avremo, credo, vini atipici. Come nel 2003? Non lo so, ma bisogna prestare molta attenzione agli equilibri, al cambiamento aromatico che può verificarsi prima del solito, e fare attenzione alla sovramaturazione, alla perdita del frutto, alla ‘casse brune’ (l’imbrunimento ossidativo dei mosti, N.d.A.), agli acini che avvizziscono e cadono. Non voglio drammatizzare. I bravi vigneron saranno nelle loro vigne, pronti a intervenire al momento giusto, per fare grandi vini secondo il proprio stile”.
Lo spero proprio per la mia adorata Champagne! Anche perché si rischia di dover raccogliere uve più che mature dal punto di vista del grado alcolico, ma non mature dal punto di vista aromatico. Non bisogna farsi prendere dal panico e essere inutilmente frettolosi: la gestione del 2003 da parte di Anselme Selosse è esemplare in tal senso.

Alcuni storici del clima, tra cui Emmanuel Le Roy Ladurie e Christian Pfister, hanno fatto una ricerca per individuare le date delle vendemmie di agosto nel corso di diversi secoli e, a parte quelle che conosciamo nel XXI secolo, ci sono state, sebbene rare. Ad esempio, il 1540 è stato un anno di siccità e caldo estremi in Europa: le vendemmie iniziarono già nella seconda metà di agosto in diverse regioni viticole, compresa la Champagne. Anche alcuni anni del tardo Medioevo e dell’inizio del Rinascimento hanno avuto vendemmie precoci, ma intorno al 28-31 agosto, in particolare alla fine del XV secolo, secondo alcuni archivi della Champagne.
Nell’altro mio libro ‘La Mia Champagne’ affronto approfonditamente l’effetto del nuovo ciclo climatico e l’impatto sulla vendemmia e, a tal proposito, in questa sede vorrei ricordare le testimonianze secondo le quali nel tardo Medio Evo ci furono estati così torride che «on pourrait traverser à pied la Marne de Chouilly à Mareuil» (oggi, per farlo, si dovrebbe nuotare nel fiume…) e quel caldo andò avanti fino alle fine del XVII secolo. Inoltre, Francis Egly (Champagne Egly-Ouriet) una volta mi disse di aver ritrovato un antico documento nel quale si parlava addirittura di una vendemmia a luglio in Champagne.
Ricordo che la resa per la vendemmia 2026 è stata fissata in 8.800 Kg/ettaro, sebbene non molti riusciranno a raccogliere questa quantità. Infatti, la stagione è stata caratterizzata da situazioni molto eterogenee a seconda delle zone, per effetto delle gelate primaverili, delle temperature elevate di giugno e, successivamente, dell’instaurarsi di condizioni siccitose. Il ciclo vegetativo, particolarmente precoce, è stato poi rallentato dallo stress idrico, che mantiene una forte incertezza sul potenziale della vendemmia. Quindi, le prime stime, prossime ai 10.000 kg/ha, sono ora comprese tra 7.000 e 8.000 kg/ha, a patto arrivi un po’ di pioggia…
Sul mio account Instagram cercherò di tenere aggiornati tutti gli appassionati su questa vendemmia assolutamente unica in Champagne…



