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Cuvée de Prestige

Alexandra 2004: un eccezionale champagne rosé

Sono convinto e lo dico sempre che è molto difficile fare un ottimo rosé e di questo tipo di champagne credo che si arrivi appena a una quindicina...
di Alberto Lupetti

Laurent Perrier Alexandra 2004

Sono convinto e lo dico sempre che è molto difficile fare un ottimo rosé e di questo tipo di champagne credo che si arrivi appena a una quindicina di etichette veramente valide. Tra queste, poi, le eccellenti sono ancor meno, per giunta pure molto costose: Cuvée Elisabeth di Billecart-Salmon, Dom Pérignon, Cristal di Louis Roederer, La Grande Dame di Veuve Clicquot e l’Alexandra di Laurent-Perrier. Ecco, questi a mio avviso rappresentano l’eccellenza assoluta e, a seconda dell’annata, vi si potrebbe aggiungere anche il Dom Ruinart Rosé… Da considerare, poi, anche il Vintage Rosé sempre di Veuve Clicquot (che del rosé vanta sempre la primogenitura…), il Rosé di Selosse, il Rosé de Saingnée di Larmandier-Bernier, il Clos des Goisses Justè Rosé di Philipponat, i sorprendenti rosati non millesimati di Delamotte ed Henriot, l’ottimo Contes de Champagne di Taittinger, il confortante Vintage Rosé di Pol Roger, i Deutz, con il millesimato in testa, la Cuvée Rosé di L-P, ovviamente… Quanti sono? Sedici, appunto.

Li troverete tutti recensiti con punteggi di almeno 90/100 (e con annate spesso in anteprima) nella seconda edizione della guida Grandi Champagne 2014-15, ma in questa sede vorrei presentare quello che, tra questi, è forse il più raro ed è stato il più atteso. Mi riferisco a quel grandissimo rosé che è l’Alexandra di Laurent-Perrier, che ha appena debuttato con l’annata 2004. Dopo l’Alexandra 1998, ci si aspettava quantomeno una 2002, invece le aspettative sono state disattese e l’attesa prolungata ulteriormente fino al debutto di questa 2004. Già, perché come spiega la stessa M.me Alexandra, primogenita del grande Bernard de Nonancourt, nel video qui sotto, per produrre questo top rosé non basta una grandissima annata, ma serve una grandissima annata sia per il Pinot Noir, sia per lo Chardonnay.

champagne Alexandra 2004

Bernard de Nonancourt ha ideato diversi champagne in seno alla gamma L-P, ma nel 1982, non pago di capolavori come Grand Siècle, Cuvée Rosé e Ultra Brut, si è messo all’opera per dare vita a un rosé millesimato top de gamme, che vedrà la luce solo 5 anni più tardi in occasione del matrimonio di Alexandra, della quale ne prenderà il nome in luogo di Grande Cuvée Rosé Millésime previsto in origine. Lo champagne esalta la tecnica di macerazione delle uve Pinot Noir, ma estremizza anche l’arte dell’assemblaggio, visto che queste uve nere (Grand Cru) sono sposate allo Chardonnay (sempre Grand Cru) in proporzione 80/20 già nella stessa fase di macerazione!

L’Alexandra 2004, che ha maturato 8 anni sui lieviti e poi è stato dosato a 8 g/l, è il settimo della serie, essendo stato prodotto in precedenza solo nelle vendemmie 1982, 1985, 1988, 1990, 1997 e 1998. È proposto in bottiglia e magnum.

Gli champagne Laurent-Perrier sono distribuiti in esclusiva da:
D&C – tel. 051/6172777 – www.dec.it

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0 risposte a “Alexandra 2004: un eccezionale champagne rosé”

  1. Eh sì, per chi non ama lo champagne nella versione rosé, ci vorrebbero quantomeno i rosé top come questo g.c. 2004……
    Mi consola comunque vedere il fratello minore L-P brut cuvée rosé inserito tra i migliori; ne acquistai uno natale scorso, attratto più che altro dalla particolare bottiglia elegantemente astucciata.
    Ora mi attende in cantina, ma rimando la stappatura sapendo già più o meno cosa mi attende.
    Resta il fatto che a 65 euro non sono pochi gli champagne di ben diverso appeal!!

    • Beh, a una non di distanza pensa che potrà finalmente goderlo in tutto il suo splendore. È davvero un grande rosé, credo il migliore tra i non millesimati, ora più che mai, nel senso che da un paio di anni il lavoro dello chef de cave Michel Fauconnet e la stessa M.me Alexandra che si occupa attivamente in prima persona stanno dando ancora più smalto alla maison. Ammetto che nella prima edizione della guida Grandi Champagne non lo capimmo a fondo, ma in due anni ci, mi ha conquistato, diventando, appunto, il top di categoria. E, come fa giustamente notare lei, a quella cifra diventa ancor più imbattibile…

  2. Bene bene….lo stapperò con un altro spirito, confortato dal suo parere.
    Forse nell’ultimo rigo sono stato un pò criptico, intendevo al contrario sostenere che con 65 euro si possono comprare molti eccellenti champagne millesimati e non, di seconda fascia, che – me lo consentirà – battono il nostro L-P rosé.
    Si sa che i rosé costano già in partenza almeno 20% in più rispetto ai bianchi, al di là del loro effettivo valore, forse per la diversa lavorazione.

    • Ha ragione, ho letto io male… Però, in quella fascia di prezzo è comunque non facile trovare un rosé di pari livello o superiore. L’unico che mi viene in mente è il Veuve Clicquot Rosé Vintage, perché gli altri di maggiore appeal costano tutti di più.
      Ovviamente, se parliamo di bianchi il discorso cambia, ma io stavo facendo un “discorso in rosa”…
      I rosé costano almeno il 20% in più degli omologhi bianchi e, come dice lei, anche per questioni di produzione, oltre che di marketing: condurre un vigneto per fare del vino rosso in Champagne costa di più e lo stesso dicasi per la vinificazione in rosso.
      Comunque, vedrà, l’L-P Rosé si dimostrerà ottimo, ma… mi faccia sapere!

      • Senz’altro, non vedo l’ora di berlo, vede come in poche ore si rovesciano le cose, senza volerlo ho azzeccato…..

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