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Mondo Vigneron

Salmon, lo champagne della mongolfiera

Scendendo le morbide colline della Montagne de Reims che, degradando dolcemente verso ovest, incontrano le fresche acque dell’Ardre, nell’omonima Vallée, si giunge a Chaumuzy, delizioso paesino sede dell’azienda...
di Claudia Nicoli

locandina salmonScendendo le morbide colline della Montagne de Reims che, degradando dolcemente verso ovest, incontrano le fresche acque dell’Ardre, nell’omonima Vallée, si giunge a Chaumuzy, delizioso paesino sede dell’azienda Salmon, lo champagne della mongolfiera. E il simbolo della stessa mongolfiera, grande passione di famiglia, compare in piccolo nelle etichette delle loro bottiglie, mentre, in grande, è davanti alla loro cantina, suscitando puntualmente lo stupore dei visitatori…

Alexandre Salmon, terza generazione della famiglia, mentre versa lo champagne nei calici, mi descrive l’emozione di trovarsi in volo silenzioso nel cielo della Champagne, guardando le vigne dall’alto e perdendosi in un panorama indimenticabile, fatto di infinito… E mi promette che la prossima volta che ci vedremo farà provare anche a me e ai miei collaboratori l’ebbrezza del volo in mongolfiera. I sogni a volte si avverano!

Alexandre Salmon

Ma le emozioni dello champagne Salmon non si vivono solo in cielo…  Tornando sulla terra, infatti, e assaggiando la loro Cuvée Rosé, eccomi di fronte a un autentico coup de cœur, come giustamente scrive la Guide Hachette 2013 e come già avevo intuito anch’io durante la degustazione della passata edizione del Concours Champagnes de la Propriété, dove gli era stata assegnata la Medaglia d’Oro. Meritatissima!

champagne rosé salmonÈ un rosé sinceramente spettacolare e fatto in modo davvero particolare: 100% Pinot Meunier, di due annate diverse, vinificato in bianco, con l’aggiunta poi di un 15% circa di vino rosso fermo, sempre Pinot Meunier, di altre due annate. Un rosé d’assemblaggio, dunque, tutto di Pinot Meunier, davvero unico: provare per credere.

Un’incantevole rosa, adornato da una mousse spumeggiante con bollicine fini e vivaci, che amplificano profumi di lampone, ribes e granatina, con note di mandarino e miele di zagara, e dolci effluvi di crostata di amarene appena sfornata. Una mineralità discreta ma ben presente sale dal calice… La bocca è dominata da grande freschezza, con ritorni di frutta rossa e melograno, sfumature di mandorla dolce e pinolo. Un fruttato balsamico, equilibrato e delicatamente minerale, per un rosé da ricordare.

salmonGià vigneron da generazioni, Michel, nonno di Alexandre, decide di diventare récoltant manipulant e nel 1958 fonda l’azienda Salmon, producendo le prime 500 bottiglie. Nel 1980 gli subentra il figlio Olivier che porterà la proprietà agli attuali 10 ettari di vigneti, suddivisi tra Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay, arrivando a produrre circa 100.000 bottiglie.

A questo proposito, lo scorso 16 ottobre, ultimo giorno di vendemmia, proprio durante la mia visita in azienda (in occasione della settimana dedicata al Viteff), ho avuto la fortuna di assistere in diretta alla pressatura dell’ultimo carico di uva, la classica “coquard”, in un’atmosfera di gioiosa frenesia, come già avevo accennato commentando il bell’articolo di Alberto Lupetti appunto sulla vendemmia in Champagne. Un’interessante e piacevole esperienza, insomma.

cantina salmon

Tornando alla famiglia Salmon, Alexandre (mi descriveva le fasi della pressatura mentre spillava un vin clair per farmelo assaggiare appena nato), che affianca il padre Olivier nella conduzione dell’azienda, coadiuvato da nonno Michel sempre presente e figura ancora di grande riferimento, non solo ha portato una ventata di freschezza nuova all’azienda, anche aderendo al progetto francese su scala nazionale “Vignobles et Decouvertes”, ma rappresenta oggi uno dei giovani talenti emergenti nella regione. Infatti, quest’anno, all’edizione “Jeunes Talents du Vin 2013”, si è classificato nei migliori tre finalisti di tutta la Champagne nella categoria Rosé.

Ma la gamma dei loro prodotti è ampia e, oltre al Rosé, troviamo il classico assemblaggio, 1/3-1/3-1/3, nella piacevole Cuvée Sélection Montgolfière, Guide Hachette 2014, che, nelle annate migliori, si trasforma nel Millésime; poi la troviamo la Cuvèe Prestige, metà bianca e metà nera (questa ulteriormente suddivisa tra Pinot Noir e Pinot Meunier e dove il 25% di Pinot Noir matura in barrique), per poi arrivare alla Cuvée AS, fiore all’occhiello della maison, creata in onore di Alexandre, composta da metà Chardonnay e metà Pinot Noir, entrambi vinificati in legno.

Un’altra bella esperienza di degustazione, dove le note di giovinezza cedono il passo a una maturità complessa, a una pienezza evolutiva morbida e avvolgente, in un’armonia di profumi e sapori davvero appagante.

E poi c’è la Medaglia d’Oro 2013 al “Concours Champagnes de la Propriété” nella categoria Blanc de Noirs, che andiamo a conoscere da vicino.

Cuvée Réserve BrutCuvée Réserve Brut 
Questo superbo Blanc de Noirs, da sole uve Pinot Meunier, rimane più di tre anni sui lieviti, ha un 60% di vini provenienti dalle vendemmie 2009 e 2008, più un 40% di vini di riserva.
Veste oro antico, con leggeri riflessi rosati e catenelle di perline fini e persistenti. Naso elegante di profonda avvolgenza, che apre con la nocciola tostata, note fruttate di pesca gialla e mirabelle, melone e arancia rossa, alternate a fragranze di ginestra e fieno, margherita e gelsomino, sentori di leggera vaniglia. E, dopo l’esuberanza iniziale, lascia percepire le fragoline di bosco e un candito di scorze d’agrumi, miele di castagno e sensazioni minerali. Al gusto, una rotondità di bocca, suadente e carezzevole, di buona lunghezza e notevole struttura. È un vino complesso e vivace, fruttato e minerale, con note tostate e delicata speziatura. Alla fine, questo champagne, nella sua apparente semplicità, sorprende piacevolmente per la sua bella ricchezza gusto-olfattiva.
Da gustare in tutte le occasioni.
Voto: 90/100 

salmon

Per concludere, mi affascina davvero questa incredibile analogia tra le magiche bollicine effervescenti che, danzando, salgono il bicchiere verso la luce… e la mongolfiera dello champagne Salmon che, ugualmente, sale volando verso l’alto, inseguendo l’azzurro…

www.champagnesalmon.com

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0 risposte a “Salmon, lo champagne della mongolfiera”

  1. La metafora dell’ascesa al cielo è veramente azzeccata! Complimenti per la cultura con cui conduci sempre i tuoi articoli (cultura enologica e non). Iniziare l’anno nuovo con l’aspettativa di divertirci con la conoscenza di prestigiose bollicine è molto motivante, e ti siamo, quindi, grati per i tuoi articoli.
    🙂

    • Grazie mille, Annalisa, per le tue gentili e belle parole, che sono per me un ulteriore stimolo a proseguire la mia comunicazione su questo fantastico mondo dello Champagne. Un mondo davvero straordinario, fatto di mille sfaccettature, proprio come questi piccoli “grandi” Récoltants che cerco di raccontare… Grazie di cuore!

  2. Bellissimo articolo! Complimenti Signora Claudia Nicoli .
    Anche questo, come i suoi precedenti, regala pillole di sapere immerse nella poesia, e non è sempre facile…
    E tutto ciò conferma il valore e lo spessore di questo sito, davvero unico, attraverso il quale sto imparando tantissime cose.
    Grazie!

  3. Mi unisco al coro per fare i complimenti a Claudia che ci fa conoscere produttori nuovi (cosa tutt’altro che facile) ed estremamente validi: brava, brava, brava!

    • Grazie Alberto!
      E grazie a Paolo! E’ sempre motivo di grande soddisfazione vedere l’interesse delle persone in ciò che si fa… Per quello che posso cerco di trasmettere qualcosa che vada oltre al già grande piacere di bere un bicchiere di Champagne, perchè dietro si cela un mondo davvero complesso. E poterlo fare proprio su questo sito, che, come giustamente sottolinea, è unico nel suo genere, mi rende particolarmente felice.

  4. Illustre Alberto buonasera, Le riscrivo in merito ad uno champagne da me provato questa sera; bereche & fils brut reserve… Mi è sembrato di non facile ed immediata beva anzi l’ho trattato quasi come un rosso fermo, aspettando un po’ dopo l’apertura e non raffreddadolo neanche tanto…l’ho accompagnato a salumi e formaggi ma l’avrei visto anche con dei tagliolini al tartufo. Mi dia un suo parere… Grazie

    • Buonasera Luciano, mi permetto di anticipare Alberto dandole anche il mio parere. Senza dubbio lo Champagne Berèche et Fils esprime la potenza e la mineralità profonda della Montagna di Reims, prestandosi ad abbinamenti quasi a tutto pasto. Il Brut Réserve non è certamente uno champagne da semplice aperitivo, in quanto è un assemblaggio dei tre vitigni con solo un 25% di Chardonnay e ben il 30% di vini di riserva affinati in botte, il chè gli conferisce una certa struttura. Il dosaggio è di 8, max 9 gr/l. quindi quel minimo per arrotondarlo un po’, ma che gli lascia comunque la sua tipicità. Preservata anche da coltivazione praticamente biologica con inerbimento del terreno, che regala champagne dal carattere un po’ naif e di spiccata personalità. Forse non di sicura immediatezza, ma interessante da conoscere e sperimentare. Concordo sui salumi e formaggi, aggiungerei anche piatti salsati e proverei un brodetto di pesce. Ma per i tagliolini al tartufo opeterei per qualcosa di più complesso ed evoluto, per armonizzare meglio con la grande aromaticità appunto del tartufo. Per quanto riguarda la temperatura personalmente io li preferisco freddi, tanto fanno prestissimo a scaldarsi nel bicchiere e a svelare la complessità dei loro profumi… poi, ovviamente, dipende da champagne a champagne.
      Ma una cosa è certa: pasteggiare a Champagne, comunque, non si sbaglia mai!
      Cin Cin !

    • Claudia mi ha anticipato e ha perfettamente ragione su tutta la linea! Nello specifico, può provare con il tartufo il Terroirs di Agrapart o il Blanc de blancs millesimato di Delamotte, per rimanere su etichette non troppo impegnative.

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