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Millésime

Krug cala l’asso: arriva l’attesissimo Krug 2013!

La Krug Grande Cuvée è l’essenza della Maison di Reims. Del suo stile. Della sua storia. Lo sappiamo. A mio avviso è un punto di arrivo, non di...
di Alberto Lupetti

La Krug Grande Cuvée è l’essenza della Maison di Reims. Del suo stile. Della sua storia. Lo sappiamo. A mio avviso è un punto di arrivo, non di partenza. Esatto, non è, come nelle altre maison, il brut sans année che poi conduce ad altri champagne, come, ad esempio, il millesimato. Ah, già, il millesimato… Pure Krug ne fa uno, ma questo, pur esssendo sullo stesso piano della Krug Grande Cuvée, è diverso. È l’erede naturale della Krug Cuvée N°2 di Joseph Krug, uno champagne più “corposo”, vinoso, rispetto alla Krug Cuvée N°1 (progenitrice dell’attuale Krug Grande Cuvée), ma se la Krug Cuvée N°1 era fatta ogni anno, invece la Krug Cuvée N°2 nasceva “selon les circonstances”. Che significa? Molto acutamente, Olivier Krug spiega: “da Krug abbiamo la visione per dire ‘non aspetto una grande annata per fare un grande champagne’. No. Con il Krug Millésime si racconta la storia dell’annata prima di essere Krug. Invece, con le altre maison accade il contrario”. Infatti, solitamente una maison de champagne fa il millesimato in occasione di una grande annata, per esaltare il proprio stile, ben più del classico sans année. Krug no.

Krug Grande Cuvée 169ème e Krug 2013
Les Créations 2013, quindi la Krug Grande Cuvée 169ème e l’attesissimo Krug 2013.

Ecco, allora, il sorprendente Krug 2003 (altro che forzatura di LVMH! Leggete la storia vera di questo champagne, e non solo, nel libro ‘Krug, la mia passione’), l’inatteso – e piacevolissimo – Krug 2011, la mancanza del Krug 2012, che non esiste sebbene sia stato anelato dagli appassionati (anche in questo caso rimando al libro ‘Krug, la mia passione’). C’è, però, e per fortuna, il Krug 2013. Attesissimo: la 2013 è stata un’annata da ‘grande classico’ come non si vedeva da tempo. Un’annata vendemmiata a inizio ottobre. Un’annata di finezza. Una grande annata. Addirittura eccezionale per Guillaume Selosse, che la ritiene superiore a 2008 e 2012. Non a caso, i 2013 assaggiati finora si sono rivelati eccellenti. 

Olivier Krug
Tenendo fede alla piacevole consuetudine, il Krug 2013 è stato tenuto a battesimo da Olivier Krug.

Nel caso del Krug 2013, la cheffe da cave Julie Cavil parla di “esplosione di agrumi” (‘éclat d’agrumes’), aggiungendo che “il clima fresco e la pioggia, uniti alla vendemmia autunnale, hanno caratterizzato Krug 2013, rivelando tutte le sfumature aromatiche degli agrumi. Krug 2013 è un profumo di agrumi servito su un piatto d’argento!”. Nel dettaglio, l’annata 2013 ha avuto un inverno freddo e piovoso che ha ritardato la fioritura. Successivamente, il sole estivo ha stimolato lo sviluppo dei grappoli, ma la maturazione è rimasta lenta. La vendemmia si è svolta da Krug tra il 25 settembre e il 16 ottobre, regalando Chardonnay di straordinaria finezza, accompagnati da Pinot Noir e Meunier strutturati ma equilibrati, dotati di grande lunghezza gustativa.

Dopo i ripetuti assaggi dei vini e la decisione da parte del comitato di degustazione di ‘poter raccontare l’annata’, lo champagne è stato assemblato e imbottigliato nella primavera del 2014. A seguire, al termine di ben 10 anni sui lieviti, il Krug 2013 è stato dosato a 5 g/l e ha poi riposato ancora due anni (top!) nelle cantine della Maison, a Reims.

controetichetta Krug 2013
Tra le varie informazioni interessanti, il Krug iD ci rivela che questo champagne ha riposato esattamente due anni dopo dégorgement e dosaggio.

Per vari motivi, non l’ho ancora assaggiato, pertanto lascio la parola a Vania Valentini, che ha partecipato alla presentazione italiana. Sua anche la scheda di degustazione.

A guidare il percorso è Olivier Krug, che inizia come spesso fa, aggirando l’attesa. La tradizione vorrebbe che raccontasse la prima volta in cui ha bevuto Krug, ma è una storia che si sottrae al racconto: risale a più di sessant’anni fa, praticamente alla nascita! Una battuta, certo, ma anche un modo per dire che il rapporto con questa Maison precede la memoria stessa.

Olivier lavora in Krug da oltre trentacinque anni. Racconta di essersi reso conto, proprio pochi giorni fa, di essere diventato il collaboratore più anziano dell’azienda. Un pensiero che lo ha portato persino a consultare siti dedicati alla pensione, salvo chiarire subito che non c’è alcun addio all’orizzonte. Continuerà ancora a lungo a parlare di champagne ed è evidente che quel tempo, per lui, non è una variabile astratta.

Riemerge poi un ricordo più lontano: un periodo in cui l’Italia non era nemmeno un territorio legittimo da frequentare. Era considerata il dominio di suo zio Rémi e per anni Olivier non si era sentito autorizzato a esserci. Quando ha iniziato a venirci, circa vent’anni fa, lo ha fatto con una sensazione di lieve disagio, come se il posto non fosse ancora del tutto suo. Col tempo, quella distanza si è trasformata in una storia costruita, solida, condivisa.

Quando accenna al business lo fa quasi controvoglia, Olivier, ma lo fa con chiarezza: oggi l’Italia è il primo mercato europeo per Krug. Un paese attraversato da generazioni diverse, da persone molto connesse, da approcci che cambiano. Per alcuni il centro è la competenza tecnica, per altri il piacere, la relazione, l’emozione. Ed è proprio in questo spazio intermedio che Krug ha imparato a muoversi.

Poi c’è il lavoro quotidiano della Maison. Un lavoro iniziato con Éric e oggi portato avanti da Julie. Un lavoro che coinvolge tra i cento e i centocinquanta viticoltori, parcella per parcella, e che si fonda su una concezione del tempo lunga, lentissima. Éric si è ritirato la settimana precedente. Era entrato in Maison nel 1998. Julie è arrivata vent’anni fa. Da sei anni firma il lavoro che oggi arriva sul mercato. Qui il tempo non è mai breve, né negoziabile.

Il percorso di degustazione dell’evento si apre con Krug Grande Cuvée 173ème. Durante il pranzo si torna su Krug Rosé 29ème, a seguire il confronto con il Krug 2011, quale riferimento necessario. Infine, ‘Les Créations 2013’. Il confronto con il Krug 2011 rende tutto ancora più evidente. Due champagne della stessa età, ma radicalmente diversi. Nel Krug 2011 il lavoro è stato quello di contenere, di arginare la ricchezza. Nel Krug 2013 accade l’opposto: la freschezza diventa una forza interna, una struttura portante. Accanto ai calici del millesimato è presente anche Krug Grande Cuvée 169ème, creata sull’annata 2013. Poi il tempo si dilata. Resta il silenzio, la calma, l’assaggio. Perché, a questo punto, è Krug a parlare…

Krug 2013

41% Pinot Noir, 38% Chardonnay, 21% MeunierKrug iD 124011 – Calice brillante dai riflessi oro, attraversato da una bollicina finissima e ostinata, vigorosa, ipnotica, invitante. Il naso non concede nulla nell’immediato. È compatto, quasi severo. La dolcezza di agrume in scorza, la craie, anche la roccia umida e una salinità marina profonda emergono per stratificazione, più che per slancio. C’è potenza, ma soprattutto controllo. Tutto è raccolto, fitto, misurato, intessuto in modo ineccepibile, magistralmente in equilibrio. Che eleganza! Ma è al palato che il vino cambia passo, rivelando la sua vera dimensione. È ampio, solenne, di una tridimensionalità impressionante. La freschezza non è mai nervosa: è struttura portante, architrave su cui poggia una materia compatta, carnosa, attraversata da una tensione minerale continua. La carbonica è perfettamente integrata, funzionale al disegno e accompagna uno sviluppo profondo, parte integrante della trama salino-minerale, mentre la gustativa allunga, scava, restituendo agrumi, ricordi marini, salinità. Per un finale di persistenza tattile più che aromatica, dai ritorni salini e rocciosi ancora una volta a evidenziarne la statura. E la provenienza. Uno champagne che non cerca il colpo di scena bensì conferma, con classe, la propria autorevolezza. È destinato all’immortalità.
Voto: 97(99)/100

A questa presentazione è seguita quella riservata alle Krug Ambassade italiane. Erano presenti due amici, Daniele Agosti (Mamma Mia, Roma) e Francesco Dalla Torre (Il Pedrocchino, Sacile). Ecco il commento di Daniele: “finalmente è arrivata la nuova création di Krug, il Millésime 2013! Curioso di provarla subito, decido di confrontarla con la Krug Grande Cuvée169ème per capire le due espressioni della stessa annata. Ebbene, mi colpisce subito un’olfazione ricca di tostature, una lieve dolcezza di polpa di frutta e una certa florealità, tutte sensazioni che ricordano quelle della 169ème quando debuttò. Ma veniamo all’assaggio, dove mi accorgo che, contrariamente al Krug 2011, dove lo Chardonnay era protagonista, questa volta è il Pinot Nero a vincere, seppure di poco, con una intensa mineralità e nette sensazioni di agrumi in tutte le sue espressioni. La gustativa è piena, potente ed elegante, ciò nonostante sono la finezza, l’equilibrio a essere protagonisti. Il buongiorno si vede dal mattino, ma ho proprio la sensazione che questo Krug 2013 ci darà grandissime soddisfazioni in futuro, per cui godiamocene la freschezza subito, ma lasciamone qualche bottiglia in cantina perché sono pronto a scommettere che diventerà un grande Krug!”.

Amen. Il punteggio di Daniele è perfettamente in linea con quello di Vania.

Appena assaggio questo benedetto Krug 2013, vi dirò la mia.

www.krug.com

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