Il savoir-faire vincente della Bruno Paillard

A maggio scorso sono passato a trovare Alice Paillard per un saluto e donarle la nuova edizione della guida Grandi Champagne, nella quale la Maison di Reims ha ottenuto ben due coup de cœur, uno con il Rosé Première Cuvée e l’altro con l’N.P.U. 2009, quest’ultimo veramente notevole. Se non proprio sorprendente. E non solo per via dell’annata. In quell’occasione, Alice mi fece assaggiare il Blanc de Blancs 2015, che sarebbe stato presentato a breve. Lo champagne mi colpì, nel senso che da un 2015, annata calda e secca, non mi aspettavo uno Chardonnay in purezza così ben riuscito, così piacevole. Poiché era più di un’anteprima, però, Alice mi chiese di non parlarne e la cosa mi è poi passata di mente. Finche non ho avuto l’occasione di fare un nuovo assaggio, con maggiore attenzione e insieme al ‘panel romano’ della guida.
I classici millesimati della Bruno Paillard sono tradizionalmente due: Assemblage e Blanc de Blancs. Al momento, per l’annata 2015 è stato presentato solo quest’ultimo, frutto di una selezione di uve Grand e Premier Cru della Côte des Blancs, con Oger e Le-Mesnil preponderanti, visto che si tratta delle vigne storiche della Maison. La sola cuvée è stata poi fermentata per il 25% in barrique e, dopo il tiraggio, lo champagne è rimasto ad affinare sui lieviti per 7 anni, prima di dégorgement e dosaggio a 3 g/l. Tutti questi, sono però aspetti tipici per la Bruno Paillard, così come il riposo minimo di 24 mesi dopo il dégorgement. A proposito di quest’ultimo periodo, che oramai sappiamo essere fondamentale e lo abbiamo capito proprio grazie al lavoro fatto da Bruno nel corso di oltre trent’anni, stavolta la Maison è andata ben oltre. Due anni post dégorgement rappresentano un periodo non voglio dire ottimale, ma senza dubbio giusto. Tuttavia, alcune annate, soprattutto quelle calde, hanno bisogno di più tempo per rivelarsi, aprirsi. Ecco, dunque, che, molto acutamente, Alice Paillard ha fatto riposare questo champagne ben tre anni. Complimenti, anche perché l’impegno, organizzativo e finanziario, non è trascurabile.

Bene, saranno stati questi tre anni a convincerci nettamente durante l’assaggio?
Ah, come tutti i millesimati della Bruno Paillard, anche questo ha l’etichetta che è l’illustrazione specifica di un artista. Il tema individuato da Alice Paillard è stato stavolta ‘presenza’, con questo vino a rispecchiare perfettamente l’annata di cui è figlio. Un’annata tutt’altro che classica per un vino la cui intensità solare, unita alla freschezza dei territori di craie, ha carattere sin dal primo sorso, regalando al contempo un finale radioso. Secondo Alice, questo Blanc de Blancs 2015 è “un vino tangibile, ampio, dalla presenza radiosa e positiva, pieno e fedele nel tempo. Un vino che coinvolge progressivamente il degustatore fin dal momento in cui viene servito, senza mai perdere intensità nel bicchiere”. Ecco, allora, il tema ‘presenza’, interpretato dall’artista Jeff Kowatch, noto per le sue opere solari che emanano un’energia molto forte.
Di Blanc de Blancs 2015 ne sono state fatte 16.022 bottiglie, 1.063 magnum e 55 jeroboam.

Blanc de blancs 2015
100% Chardonnay
dég. giu. 2023 – Bel naso, ricco sul fronte fruttato, intensamente minerale di craie, anche grasso in maniera attraente. Pensando all’annata è estremamente confortante, tanto che Daniele Agosti ne loda la fattura. L’attesa evidenzia note di pasticceria da forno, mentre l’agrume riporta al cedro, secondo Federico Angelini. Ecco, non ha per niente il tratto solare dell’annata, che ha fatto soffrire diversi Chardonnay. Ma è la bocca a convincere definitivamente: ampia all’attacco, si fa poi tesa e asciutta, con un certo carattere affilato che lo tiene lontano da ogni ruffianeria che potrebbe strizzare l’occhio al grande pubblico. Oltre alla bollicina estremamente elegante. Chiusura crayèuse e ben distesa, anzi proprio lunga, e solida. In conclusione, uno champagne pulito, preciso e, soprattutto, di una bevibilità da premiare. Brava Alice!
Voto: 94(96)/100
La Bruno Paillard ci ha sempre saputo fare con il Blanc de Blancs millesimato, tuttavia stavolta ci ha davvero colpiti. Positivamente. È proprio e semplicemente buono, nonché versatile a tavola come fuori. Per questo, piacerà ai neofiti, farà divertire gli appassionati. A tutto questo hanno contribuito senza dubbio i tre anni di dégorgement, per i quali facciamo ancora una volta i complimenti ad Alice Paillard!
www.champagnebrunopaillard.com

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