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Millésime

Una pietra miliare: Krug 1990

Ci sono alcuni champagne che, quantomeno per chi scrive, hanno rappresentato qualcosa di speciale. Non parlo solo dell’emozione e della piacevolezza della degustazione, ma anche di altri aspetti...
di Alberto Lupetti

Krug vintage 1990

Ci sono alcuni champagne che, quantomeno per chi scrive, hanno rappresentato qualcosa di speciale. Non parlo solo dell’emozione e della piacevolezza della degustazione, ma anche di altri aspetti quali la collocazione all’interno del percorso professionale del sottoscritto, nonché l’aiuto a comprendere meglio tanto il produttore, quanto l’annata. In quest’ultimo caso grazie a degustazioni ripetute nel tempo. Ecco, per il sottoscritto il Krug 1990 è tutto questo. E forse anche più…

Il Krug 1990 è l’erede della Cuvée N°2 di Joseph e, come tale, ha voluto raccontare una grandissima annata secondo Krug. È probabilmente uno dei migliori della serie, al fianco di autentici miti come Krug 1928, Krug 1955 e, senza dubbio, Krug 1988. Firmato da Henri Krug insieme a suo padre Paul (II) e suo fratello Rémi (il giovane Olivier era in Giappone, come scoprirete nel libro…), è stato il primo Krug Millésime della storia a far parte di un terzetto consecutivo eccezionale (1988-1989-1990). Ed è stato altresì il primo champagne al quale ho tributato 100/100, per poi rimanere, nelle degustazioni successive, che ho avuto la fortuna di ripetere, sempre su questo massimo livello, al massimo scendere al limite dei 99/100, mai meno (con bottiglie d’antan è impossibile trovare la perfetta e assoluta regolarità). Un paio di anni fa, questo champagne è stato riproposto come Krug Collection, ma al momento non è neanche lontanamente paragonabile al, diciamo, originale. Un giorno, il suddetto Krug Collection 1990, sarà a dir poco monumentale, ma oggi è da dimenticare in cantina per diversi anni.

Il Krug 1990 con dégorgement originale, invece, è un vero capolavoro per savoir faire, valore dell’annata, tempo post dégorgement, visto che fu lanciato nel 2004, se non ricordo male. Vediamo i tre punti che lo identificano:

  1. Come tutti i Krug millesimati, è un assemblaggio di vini provenienti da una venticinquina di Cru, selezionati non necessariamente per la loro classificazione, ma per la loro storica attitudine allo stile Krug; la fermentazione è avvenuta, ovviamente, in tonneaux champenois e la malolattica non svolta;
  2. La 1990 è stata una grandissima annata. Non tanto calda in assoluto, quanto, piuttosto, estremamente soleggiata (2.100 ore, un record!). Ha dato vini ricchi, quasi opulenti (maturità 11,°), ma con una freschezza sorprendente (acidità pari a poco più di 8 g/l) e, soprattutto, classe da vendere. Per non parlare della longevità, semplicemente incredibile come dimostrano i 1990 oggi (se ben conservati);
  3. Il Krug 1990, soprattutto se rapportato alla sua versione Collection, è l’esempio di clamoroso della nouvelle vague della Champagne, ovvero quella che, dopo anni di dégorgement tardif, sta riportando sugli scudi la situazione esattamente opposta, quindi la maturazione dello champagne con la propria liqueur. E il fascino, la godibilità che hanno questo champagne non è neanche lontanamente paragonabile alla fresca rigidità dei dégorgement recenti.

Della genesi dei Krug Millésime parlerò ovviamente nel libro e nello stesso libro si discuterà a lungo del Krug 1990 con due appassionati d’eccezione, nel frattempo, però, vorrei raccontare il mio nuovo assaggio (che fortuna!) di questo champagne veramente d’eccezione…

Krug vintage 1990

Krug 1990

40% Pinot Noir, 37% Chardonnay, 23% Meunier; dosage 10 g/l
Identità, ricchezza ed eleganza, ecco la primissima impressione che si ha accostandosi al calice di questo meraviglioso champagne. Che denota una tonicità e un’integrazione pazzeschi, con la generosità dell’annata che non è mai eccesso, bensì si declina attraverso frutto giustamente maturo, agrume candito, spezie dolci, tocco di miele, spunti fumé, richiami alla brioche, senza dubbio la mineralità. È complesso e avvolgente, attraente, profondo. La bocca è cremosa e potente all’attacco, salvo rivelare, a seguire, una raffinata concentrazione e una tensione irresistibili. Finezza e ricchezza si bilanciano a vicenda, la trama è gustosa e pervasa da un’acidità che la rende sferica, quindi ampia e profonda, impreziosita da lievissime piccantezze, un richiamo al toffee e la spina dorsale minerale. Chiude brillante e ammaliante, con una delicata sapidità a sfumare. Forse si potrebbe dire che è uno champagne più di pancia che di testa, ma questa sua generosa schiettezza è proprio la sua forza! Ad averne…
Voto: 100(100)/100

bottiglie Krug in cantina
Ogni millesimato di Krug è nasce da un’attenta selezione di un numero limitato di vini che permettano di raccontare l’annata secondo Krug. Dopo l’assemblaggio, i millesimati di Krug maturano in cantina per un periodo sempre superiore ai dieci anni.

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2 risposte a “Una pietra miliare: Krug 1990”

  1. Salve sig.Lupetti mi sono letto la sua rece del Krug 90 e le chiedo se ne vale la pena secondo lei investirci quello che chiedono ora per degustarlo .
    Negli anni 90 hanno millesimato quattro volte , la 96 l’ho già bevuta e la 95 e 98 le ho in cantina mi mancherebbe giusto la 90

    • Per me è uno dei più grandi Krug di sempre. Il problema è trovare una bottiglia perfetta e a un prezzo congruo, ma quella è una valutazione che spetta al singolo…

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