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Millésime

Mi ha sorpreso La Grande Année 2018

Niente La Grande Année 2016 – ampiamente compensata da un eccellente B16 (che trovate nell’attuale edizione della guida Grandi Champagne) – e, più plausibilmente, niente La Grande Année...
di Alberto Lupetti

Bollinger La Grande Année 2018

Niente La Grande Année 2016 – ampiamente compensata da un eccellente B16 (che trovate nell’attuale edizione della guida Grandi Champagne) – e, più plausibilmente, niente La Grande Année 2017. Ci sta. Ma poi? Beh, è arrivata La Grande Année 2018, quindi Bollinger si accoda ai tanti che hanno millesimato quest’annata, calda, generosissima nella quantità, molto soddisfacente per i più. Tuttavia, senza voler fare il bastian contrario a tutti i costi, gli champagne del 2018, millesimati o sans année che siano, non mi hanno convinto: ci trovo puntualmente una sensazione di diluizione che li rende, a mio avviso, troppo leggeri nella gustativa. E non è tanto l’elevata resa della vendemmia (10.800 per l’AOC, 16-19.000 l’agronomica), peraltro inferiore alla 2004, a provocare questo, bensì il fatto che le uve avevano un elevatissimo grado zuccherino, ma non erano mature, il che ha portato il vino a destrutturarsi. Da cui la sensazione di diluzione che li attanaglia.

controetichetta bollinger la grande annee 2018
Da chi ha adottato per prima la controetichetta, non poteva certo venire meno la giusta dose di informazioni…

Personalmente, ritengo La Grande Année lo champagne più identitario di Bollinger: selezione delle uve, fermentazione in legno (barrique usate e vecchie pipe), tiraggio ‘sous liège’, remuage e dégorgement manuali. Tutto il savoir-faire della Maison di Aÿ, dunque, perfettamente preservato ancora oggi con rigore e passione. Naturalmente, tutto ciò non viene meno a questa 2018, con le uve provenienti esclusivamente da 19 Cru tra Grand e Premier, soprattutto Verzenay, Aÿ e Mareuil per il Pinot Noir, Avize, Chouilly e Cuis per lo Chardonnay. Lo champagne ha maturato 6 anni sui lieviti prima di essere dosato a 6 g/l.

Bottiglia Bollinger La Grande Année 2018

La Grande Année 2018

66% Pinot Noir, 34% Chardonnay
dég. mar. 2025 – Beh, gran bel naso. È vinoso, stilisticamente coerente, ossia rivelatore dell’identità dell’etichetta. A seguire, è animato da tostature, spezie, note floreali (peraltro atipiche per La Grande Année…), richiami alla frutta tropicale (questa, invece, caratteristica del millesimo) e, soprattutto, una confortante freschezza balsamica. Il risultato? È, molto, ma molto invitante. Bocca fresca, gustosa, di impalcatura minerale. Anzi, gioca tantissimo sulla mineralità, tanto che la chiusura è proprio di craie, su una scia sapida e piacevolmente amaricante. Quello che personalmente mi sorprende è la bevibilità. La gustativa è scorrevole, non diluita, intensa, non leggera, per questo richiama continuamente un nuovo sorso. Non è poco per uno champagne ‘importante’, per questo la trovo una de La Grande Année più bevibili in assoluto. Una sorpresa. Forse perché più La Grande Année che 2018…
Voto: 95(95)/100

(ha collaborato alla degustazione Serena Spalletta)

Bollinger La Grande Année 2018 e Rosé 2018
Anche con il millesimo 2018 La Grande Année bissa: classica e Rosé.

Come accaduto con la 2015, Bollinger è nuovamente riuscita ad andare oltre l’annata. La Maison, infatti, ha saputo leggere magistralmente il millesimo 2018, questo è chiaro e va sottolineato. D’altronde, lo stesso PN AYC 18 mi ha piacevolmente sorpreso e conquistato per via della tostatura olfattiva che lo rende veramente stuzzicante. Così come La Grande Année 2018, che alla fin fine si pone in evidenza per la grandissima bevibilità, figlia, è vero, di una accessibilità quasi insolita per l’etichetta, ma poi capace di non sfociare mai nella diluizione. Eccolo, dunque, l’aspetto vincente di questa LGA 2018, che si colloca così tra gli champagne più gradevoli della storia di Bollinger. Anche più de La Grande Année 2004, che è però più incisiva…

Sì, lo ribadisco: se il Vieilles Vignes Françaises è un unicum, il solo champagne fatto come si faceva nel XIX secolo, La Grande Année è l’essenza di Bollinger, l’incarnazione della sua migliore tradizione secolare. Nonché, la dimostrazione dell’abilità della Maison di superare le insidie, vista la capacità di questo champagne di stupire anche in annate inusuali o, peggio, tutt’altro che facili.

Ah, La Grande Année 2018 è anche Rosé, ma per questa rimando a un’altra occasione in quanto questo champahne ha sempre bisogno di più tempo rispetto alla sorella bianca…

www.champagne-bollinger.com

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