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Degustazioni

Veuve Clicquot, tra Cave Privée e… Mar Baltico. Con l’assaggio del 1840!

In questi giorni si sta parlando tanto della nuova (la seconda) uscita delle Cave Privée di Veuve Clicquot. Quattro annate, 1989 e 1982 blanche, 1990 e 1979 rosé....
di Alberto Lupetti

Veuve Clicquot Cellar in the Sea

In questi giorni si sta parlando tanto della nuova (la seconda) uscita delle Cave Privée di Veuve Clicquot. Quattro annate, 1989 e 1982 blanche, 1990 e 1979 rosé. Le due più vecchie sono già state recensite in anteprima assoluta nella guida Grandi Champagne 2014-15, mentre della Cave Privée 1989 ho già avuto modo di parlare, sempre in anteprima assoluta, su queste stesse pagine. Manca, dunque, soltanto la 1990 Rosé. Ma ne parlerò in una prossima puntata che sarà molto dettagliata nel descrivere queste nuove Cave Privée in quanto, nel corso dell’evento che vado a raccontare, sono state assaggiate tutte quante anche in magnum e la 1989 addirittura in jeroboam, mentre finora i tre precedenti assaggi che avevo avuto modo di fare (grazie ancora a Dominique Demarville e Cyril Brun!) erano sempre riferiti a bottiglie tradizionali. Ancora un po’ di pazienza, dunque.

bottiglie champagne Veuve Clicquot
La seconda uscita di Cave Privée prevede 4 annate, di cui la metà rosé. Con l’occasione, è stato rivisto anche l’habillage, che sarà condiviso con i Vintage tradizionali.

Ma qual è questo evento?

La scorsa settimana, Veuve Clicquot ha invitato una quindicina di giornalisti specializzati in champagne, provenienti da tutto il mondo, alle Isole Åland. Siamo nel Mar Baltico, tra la Svezia e la Finlandia; tecnicamente, le isole appartengono a quest’ultima, ma hanno bandiera, governo, targhe automobilistiche e francobolli propri. Si tratta di un arcipelago di circa 6.500 isole di cui neanche il 5% abitate. Perché proprio qui? Perché al largo di una di queste isole (Silverskår) nel luglio 2010 un sommozzatore ha ritrovato, in un relitto affondato nel XIX secolo, 168 bottiglie di champagne, tra le quali 47 targate Veuve Clicquot. Ebbene, dopo oltre 150 anni, queste bottiglie erano ancora bevibilissime, da qui l’idea dello staff tecnico della maison di Reims, capitanato dallo chef de cave Dominique Demarville, di varare un nuovo progetto. Denominato The Cellar in the Sea, il progetto mira a verificare l’invecchiamento dello champagne sott’acqua. Ecco il perché dell’evento nell’arcipelago del Mar Baltico, che poi è “tornato utile” anche a presentare ufficialmente al mondo la seconda edizione delle Cave Privée

vecchia bottiglia di champagne sotto il mar baltico
Una delle vecchie bottiglie come furono ritrovate sott’acqua nel 2010. Siamo a 40 metri nel Mar Baltico, nell’arcipelago della Isole Åland.

Visto così, l’invecchiamento sott’acqua non è una novità, anzi. Ma in Veuve Clicquot hanno pensato le cose in maniera ben diversa. Innanzitutto si tratta di bottiglie di normale produzione e già degorgiate, quindi non è la rifermentazione ad avvenire sott’acqua, bensì l’invecchiamento post dégorgement. Inoltre, la maison ha scelto diversi tipi di champagne e di formato in modo da avere un quadro preciso e dettagliato di questo esclusivo invecchiamento. Nel caso, sono state scelte 100 bottiglie di Carte Jaune, 50 magnum della medesima etichetta, 100 bottiglie di Demi-sec e, infine, 100 bottiglie di Vintage Rosé 2004. Inserite in una speciale struttura in acciaio, sono state poi calate in mare, al largo dell’isola Silverskår, da un gruppo capitanato dal medesimo sub che fece il ritrovamento nel 2010. La profondità è di 43 metri, dove la pressione è pari a 5,3 atmosfere.

staff tecnico di Veuve Clicquot
Lo staff tecnico di Veuve Clicquot con la nuova struttura da sommergere. Da sinistra, l’enologo Cyril Brun, lo chef de cave Dominique Demarville, e lo storico enologo Philippe Thieffry.

Perché proprio qui? “Per due motivi fondamentali – spiega Dominique Demarville – prima di tutto perché qui l’acqua è poco salata, ha una temperatura costante tutto l’anno di 4°C ed è molto calma, priva di correnti. In secondo luogo, perché… è il medesimo luogo del ritrovamento delle vecchie bottiglie!”. Il progetto si ripromette di verificare questo invecchiamento nell’arco dei prossimi 50 anni, ma Demarville ha rivelato che nel giro di 2-3 anni vuole radunare nuovamente sull’isola di Silverskår il medesimo gruppo di specialisti per fare un primissimo assaggio di queste bottiglie sommerse e compararle con le gemelle rimaste nel frattempo nelle crayères di Reims. Per questo motivo, dopo l’immersione abbiamo assaggiato i quattro champagne, compilato delle schede e consegnate all’enologo Cyril Brun, che le registrerà e le conserverà fino alla successiva degustazione.

struttura con champagne per progetto cellar in the sea
La struttura contiene 50 magnum e 100 bottiglie di Carte Jaune, 100 bottiglie di Demi-sec e 100 bottiglie di Vintage Rosé. Tutte le bottiglie sono degorgiate all’origine, proprio come quelle datate 1840 e qui ritrovate.

Sembra molto, ma davvero molto interessante, sono curiosissimo!

A questo punto, ecco un piccolo video che illustra l’operazione di immersione delle bottiglie. Va detto, per dovere di cronaca, che l’operazione che vedete, ancorché con struttura e bottiglie originali, è stata organizzata appositamente per noi partecipanti all’evento in una zona dell’isola che permettesse di ammirarla facilmente nel suo svolgimento. Subito dopo, però, le bottiglie sono state spostate nel luogo definitivo, più al largo e… segreto. Ovviamente.

Dominique Demarville
Subito dopo l’immersione delle bottiglie, lo chef de cave Dominique Demarville illustra in dettaglio il progetto “The Cellar in the Sea”.

Ecco, dunque, il progetto The Cellar in the Sea, seguito dalla degustazione delle Cave Privée di cui, come accennato, dirò prossimamente. Però, al termine di questa degustazione, c’è stata una sorpresa a dir poco eccezionale: l’assaggio di una bottiglia di Veuve Clicquot tra quelle ritrovate nel 2010. La bottiglia è stata gentilmente messa a disposizione dal governo delle Isole Åland e si tratta di uno champagne datato 1840, dosato a ben 150 g/l (la norma per l’epoca), ritappato da Veuve Clicquot dopo il ritrovamento.

schede degustazione Veuve Clicquot
Dopo la suggestiva operazione, sono state degustate le medesime bottiglie. Le schede saranno conservate fino al primo assaggio delle bottiglie sommerse, tra 2-3 anni, in modo da fare una prima comparazione.
bottiglia champagne anno 1840
Dopo la presentazione delle Cave Privée, una sorpresa a dir poco eccezionale: la degustazione di una delle bottiglie datate 1840 ritrovate sott’acqua. La bottiglia, come visibile, è stata ritappata da Veuve Clicquot dopo il ritrovamento.

Veuve Clicquot 1840 “Baltic Bottle”
Pinot Noir, Chardonnay; dosage 150 g/l
Approccio olfattivo tanto intenso quanto singolare, imperniato su note di formaggio che ricordano il Blue Stilton. Solo dopo una lunghissima attesa, ben più di un’ora (!), emergono spunti di pellame e tenui note floreali e fruttate. Una cosa, però, è certa: è un vino vivissimo, lontano da qualsiasi traccia di ossidazione o stanchezza, anzi appare compatto, levigato, stratificato, complesso. Incredibile. Ma le vere sorprese arrivano all’assaggio: è un vino rotondo e in forma perfetta. Un bel vino dolce, forse un po’ tendente al magro, ma comunque fatto di miele e frutta secca e con un finale nel quale la mineralità vira al ferroso. Stupefacente la condizione del bicchiere dopo una lunga attesa nello stesso e… ben 174 anni!
S.V. 

degustazione Veuve Clicquot 1840 “Baltic Bottle”

Come feci a suo tempo per il Perrier Jouët 1825 (lo champagne più vecchio del mondo), non ho assegnato un punteggio a questo champagne. È un fuori categoria, un vino troppo particolare, impossibile (e non sarebbe neanche giusto, probabilmente) da giudicare con un numero. Però, rispetto al più vecchio (e molto meno dosato) PJ, mi sembra in maggiore forma, senza tracce d’ossidazione, come detto. Sarà stato l’elevato dosaggio, quindi il residuo zuccherino? Può darsi, visto anche come si conservano i Sauternes, ma soprattutto un ruolo importante l’avrà giocato l’invecchiamento sott’acqua, in quelle condizioni particolari del Mar Baltico. Ma, in quest’ultimo caso, vedremo tra qualche anno come andrà a finire… 

Gli champagne Veuve Clicquot sono distribuiti in esclusiva da:
Moët Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

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0 risposte a “Veuve Clicquot, tra Cave Privée e… Mar Baltico. Con l’assaggio del 1840!”

  1. Buongiorno Sig.Lupetti! Complimenti per l’articolo e per aver meritato d’esserci tra quei pochi furtunati…. Mi chiedevo invece quale fosse la “bollicina” Italiana piú vecchia che abbia bevuto? Ovviamente commestibile… Grazie per i preziosi consigli buona giornata

    • Buongiorno a lei!
      E grazie. Poi sì, sono stato fortunato a partecipare a un simile evento.
      per quanto riguarda la sua domanda, qualche anno fa, feci una verticale di tutte le annate di Annamaria Clementi di Ca’ del Bosco. Si partiva dalla 1979, se non ricordo male (dovrei rivedere gli appunti), la seconda annata, ed era… ben più che commestibile. Purtroppo, bollicine italiane così vecchie e così in forma sono una rarità, però qualcosina c’è…

  2. buongiorno
    sono rimasto ammirato dalla scoperta subacquea e di sicuro la “baltic bottle” sarà curiosa conoscerla assaggiando la sua particolarità. di sicuro, calar le strutture con le bottiglie in mare, non è anteprima francese; visto che una nota marca di spumante della liguria, lo fa da anni alla stesso modo e maniera, nei pressi della famosa riserva marina di portofino.
    signor lupetti, posso sapere il prezzo delle baltic della veuve? saluti
    ferdinando…cava dè tirreni (sa)

    • Buonasera,
      sì, è vero che è già stato fatto da diverse aziende, tra le quali la ligure che dice lei, ma, come dicevo nell’articolo, nel caso di Veuve Clicquot è diverso perché non è la rifermentazione ad avvenire sott’acqua, bensì l’affinamento dopo il dégorgement.
      Invece, e purtroppo, le Baltic Bottles non sono in vendita. Ne furono messe all’asta alcune dopo il ritrovamento, ma poi nulla più.
      Saluti

      • la ringrazio per la sua risposta, sempre preciso nei dettagli.
        nell’attesa di altre storie del genere (sarebbe bello parlare anche di aneddoti legati allo champagne, come alcuni che ho letto nei due libri vostri) e di altre novità, le auguro una buonaserata e buona guarigione.

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