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Ancora sulla vendemmia 2014 in Champagne

Dopo le prime anticipazioni sulla vendemmia 2014 in Champagne, abbiamo intuito che le potenzialità dell’annata vanno dal molto buono all’ottimo, anche se è ancora presto per dare un giudizio...
di Alberto Lupetti

champagne vendemmia 2014

Dopo le prime anticipazioni sulla vendemmia 2014 in Champagne, abbiamo intuito che le potenzialità dell’annata vanno dal molto buono all’ottimo, anche se è ancora presto per dare un giudizio definitivo. Insomma, bisogna aspettare l’assaggio dei vins clairs, ma, nel frattempo, sentiamo altri autorevolissimi pareri di grandi personaggi dello champagne, sempre ben suddivisi tra RM e NM.

Laurent Champs

Laurent Champs

Champagne Vilmart

Un grandissimo produttore, forse ancora non troppo conosciuto nonostante, oramai, i suoi champagne si muovano costantemente su livelli di eccellenza. Perfetta gestione del legno e forte legame con lo Chardonnay (anche se si trova nella parte nord della Montagne de Reims) le sue caratteristiche di spicco. Personalmente lo adoro, è tra i miei preferiti!

Sono veramente contento alla fine di questa vendemmia 2014! Qui da Vilmart abbiamo iniziato più tardi rispetto agli altri récoltant, ma credo di aver avuto ragione perché le uve avevamo maggiore concentrazione, maggiore ricchezza di profumi, maggiore complessità. Nello specifico, abbiamo iniziato il 15 settembre anziché l’11. La maturità (alcol potenziale, N.d.R.) è stata eccezionale, tra 11,2 e 11,6, ma anche il bilanciamento si è rivelato ottimo per via dell’acidità di non meno di 8 g/l.

Sono sicuro che avremo dei vini molto ben strutturati e millesimati veramente ricchi.

Bruno e Alice Paillard

Bruno e Alice Paillard

Champagne Bruno Paillard

Nome che non ha certo bisogno di presentazioni, visto che, partendo da zero e in poco più di trent’anni, ha creato una delle più rinomate – e apprezzate – maison de champagne. Monsieur Bruno è ora affiancato in maniera sempre più attiva dalla figlia Alice, che un giorno riceverà il timone, e la loro gamma di champagne si segnala per le rocciosamente costanti affidabilità e qualità, con l’N.P.U. a fare un po’ da “grande opera”. Ma, a mio avviso, sono i blanc de blancs a rappresentare il più concreto esempio dell’elevato livello di Paillard.

La nostra vendemmia è iniziata l’11 settembre (con lo Chardonnay della parcella le Chèvres Pierreuses a Cumières: alcol potenziale 10,82, acidità 7,6) per concludersi il 25, quindi abbiamo iniziato da 3 a 5 giorni più tardi rispetto alle date ufficiali, ma in alcuni Cru e abbiamo accelerato la durata della vendemmia di Pinot Noir e Meunier per contrastare i rischi di botrytis. D’altronde, la nostra politica è sempre stata di favorire lo stato sanitario dell’uva su una gradazione elevata.

Il tempo è sempre stato soleggiato, con temperature tra miti e calde, uniche eccezioni la pioggia a Les Riceys il 19 e a Festigny il 22.

Comunque, il grande vincitore della vendemmia 2014 è lo Chardonnay: questa varietà ha generalmente resistito molto meglio alle cattive condizioni climatiche dell’estate rispetto ai Pinot, per cui sono effettivamente di qualità superiore, anche nei Cru dove sono piantati marginalmente come Reuil, Venteuil e Cumières nella Vallée della Marne, o Verzenay e Bouzy nella Montagne de Reims. Infatti, i Pinot Noir sono stati colpiti dalla botrytis e questo ci ha portato a essere molto selettivi durante la raccolta. Sorprendentemente, anche se avevano preso più acqua a luglio e agosto, i Pinot Noir della regione dei Riceys hanno resistito meglio, per cui c’è stata minore necessità di selezione.

Per quanto riguarda i Pinot Meunier, più i Cru erano situati verso ovest, più hanno preso la pioggia e sofferto di attacchi di botrytis. Ma, fortunatamente, questo fenomeno non ci ha riguardato perché le uve da noi utilizzate si trovano ancora più a ovest, a Festigny, in un vigneto esposto a sud-est e a oriente di Dormans, nella Vallée. Ma anche lì abbiamo dovuto operare una selezione seria.

A ogni modo, la maturità si è alla fine rivelata quasi miracolosa dopo l’estate che abbiamo conosciuto: dai 9,4 agli 11° di alcol potenziale a seconda delle parcelle. Si tratta di valori relativamente elevati per vigneti così a nord come la Champagne, la cui maturità a fronte di un grado di alcol relativamente moderato è uno dei grandi pregi. Anche l’acidità, poi, si è rivelata piuttosto elevata. Prima abbiamo pensato che poteva essere paragonata a quella del 1996, ma poi il bel tempo delle ultime settimane ha riequilibrato il rapporto alcol/acidità verso una ‘ratio’ più tradizionale. I livelli più bassi di acidità sono tra 7,1 e 7,2 e i più alti tra i 9,2 e 9,3: sono dati piuttosto elevati e fanno pensare a vini di grande longevità.

La conclusione? È ancora presto per dare un giudizio definitivo sul millesimo 2014, tuttavia possiamo dire che la vendemmia 2014 potrà offrire dei vini tra il buono e l’eccellente, ma anche notevoli blanc de blancs.

François Domi

François Domi

Champagne Billecart-Salmon

Lo chef de cave della celebre maison di Mareuil-sur-Aÿ non è certo incline alle luci della ribalta o alle presentazioni internazionali, no, invece preferisce le sue vigne, le sue cantine, dove plasma champagne di eccellenza. Ecco, se Billecart-Salmon ha mantenuto, anzi ha incrementato la propria fama lo deve in buona parte a monsieur Domi. Non a caso, gode di un’altissima reputazione presso tutti i suoi più importanti colleghi…

La vendemmia è terminata e ora comincia il grosso del lavoro per noi… Devo dire che siamo stati viziati dal tempo: settembre magnifico, caldo e soleggiato, che ha fatto maturare le uve. Ci sono stati diversi grappoli attaccati dalla botrytis – soprattutto i Pinot Noir e Meunier – per via delle abbondanti piogge di agosto, ma nel complesso le uve si sono rivelate magnifiche, con gradazioni potenziali superiori a 10 per il Pinot Noir (addirittura 10,5 per quello di Mareuil), 10,3 per lo Chardonnay e 9,8 per il Pinot Meunier. L’acidità intorno a 8,5 g/l, invece, ha donato un bell’equilibrio.

Al momento, i mosti sono ancora in fermentazione ed emergono gradevoli profumi fruttati e floreali.

Suggerimenti a tema:

0 risposte a “Ancora sulla vendemmia 2014 in Champagne”

    • Sì, esatto, anche se sono piuttosto fiducioso del fatto che verranno confermate le ottime impressioni avute in vendemmia…

  1. Buongiorno,

    Sono un ragazzo di 21 anni e da qualche anno ho iniziato ad avvicinarmi al mondo degli champagne, che ovviamente trovo a dir poco affascinante, e a leggere gli articoli sul vostro sito.
    Premesso che, purtroppo, non ci capisco molto (ma vorrei iniziare a capirne di più), vorrei porvi un quesito.

    In diverse occasioni ho avuto la possibilità di bere diversi grandi champagne (DP 2003-2004, DP rosè 2000-2002, Cristal 2006, Armand de brignac classico e Rosè, Perrier jouet Belle Epoque 2006) oltre a vari champagne di marca blasonata ma non pregiati come i precedenti (Moet riserva, veuve cliquot in magnum e Louis Roederer) ma sono rimasto profondamente deluso dall’Armand de Brignac Rosè.

    Da una bottiglia del valore di circa 500 euro (pagata il doppio nel locale dove l’ho bevuta) mi sarei aspettato di rimanerne quantomeno colpito dagli odori o dal gusto particolare che dovrebbe avere, invece no, anzi….

    Volevo sapere se sono io che non sono ancora in grado di apprezzare certi champagne (magari dai gusti troppo “salati” o lontani da ciò a cui sono abituato), cosa assai probabile data la mia inesperienza e incapacità di gustarne tutte le qualità, o se una bottiglia simile non vale i soldi spesi per acquistarla.

    Grazie mille per la disponibilità, il tempo dedicatomi e molti complimenti per gli aricoli che pubblicate, li trovo completissimi e interessantissimi.

    Cordialmente,

    Andrea Frigerio

    • Ahi, ahi, spinoso argomento quello dell’Armand de Brignac. Posso dire di essere stato uno di primi al mondo ad assaggiarlo, l’ho seguito nei primi anni, ho visto arrivare le nuove declinazioni Rosé e Blanc de blancs, ma… Si tratta di buoni champagne (buoni, nulla più, eh!), fatti con cura da una piccola maison (Cattier) e poi fortemente (troppo) valorizzati da un immagine esclusiva e un marketing molto spinto. Morale della favola, sarebbero apprezzabili se costassero 60-80 euro, ma a 350-500 euro assolutamente no.
      E tutti e tre vengono assolutamente surclassati dai DP, Cristal e BE che cita. Senza il benché minimo dubbio. Anzi, credo che come vino valga di più il Brut Premier di Roederer che l’Armand de Brignac Gold…
      Quindi c’ha visto giusto, tranquillo!
      Saluti

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