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Rosé

La Grande Anné Rosé 2002: squisito capolavoro

Meno male che Bollinger non ha il rosé nella sua tradizione, perché altrimenti non oso immaginare cosa sarebbe stata capace di fare! Infatti, le proposte in rosa della...
di Alberto Lupetti

Sede BollingerMeno male che Bollinger non ha il rosé nella sua tradizione, perché altrimenti non oso immaginare cosa sarebbe stata capace di fare! Infatti, le proposte in rosa della maison di Aÿ si sono sempre mosse su livelli di eccellenza, tanto il millesimato La Grande Année Rosé, quanto il non millesimato Spécial Cuvée Rosé. E pensare che finché al timone di Bollinger c’era M.me Lily, il rosé era visto con molto scetticismo, quindi non prodotto. Invece, sul finire degli anni ‘70, si è deciso di declinare in rosa il millesimato di casa, La Grande Année e ciò è stato fatto aggiungendo semplicemente del vino rosso (solitamente il 5-6%) all’assemblaggio de La Grande Année per così dire tradizionale. Non un vino rosso qualsiasi, però, ma quello del celebre vigneto “la Côte aux Enfants”, che Bollinger possiede nel cuore del territorio di Aÿ e dal quale produce l’ottimo Coteaux Champenois omonimo, il vino rosso della denominazione.

vigneto Bollinger a Pinot Nero
Il celebre vigneto di poco meno di 1 ettaro tutto a Pinot Noir “la Côte aux Enfants”, che Bollinger possiede proprio ad Aÿ. È esclusivamente da qui che si ricava il vino rosso per i rosé

Vorrei ricordare che La Grande Année è il prototipo di Bollinger (da questa, nelle migliori annate, nasce l’R.D.), il vino che risponde perfettamente al decalogo della “Charte d’Éthique et de Qualité Bollinger”, messa a punto da Christian Bizot e Ghislain de Montgolfier nel 1992: 1) elaborazione in proprio di tutti i vini, 2) vigneti di proprietà (per circa il 75% del fabbisogno, N.d.A.) a garantire la continuità di stile, 3) predilezione per uve Grand e Premier Cru, 4)Pinot Noir è alla base di tutti gli assemblaggi (minimo 60% nella Spécial Cuvée, 70% ne La Grande Année/R.D.), 5) impiego della sola cuvée, 6) fermentazione in legno, 7) conservazione dei vins de réserve in magnum, 8) lunga maturazione sui lieviti, 9) rifermentazione con tappo di sughero per La Grande Année e l’R.D., 10) dosaggio contenuto.

Bollinger bottiglie in fermentazione con tappo di sughero
La Grande Année (quindi anche la Rosé e l’R.D.) rifermenta con la bottiglia chiusa con il tappo di sughero.

Tutti i vini de La Grande Année provengono da sole uve di proprietà e fermentano esclusivamente in piccole botti di rovere (pièce, barrique e tonneaux), che Bollinger produce rigorosamente in casa e poi manda a “rodare” in Borgogna per 4 anni presso il proprio domaine Chanson Père et Fils. Nel legno i vini vi rimangono per circa 6 mesi e vi svolgono pure la malolattica. Dopo l’assemblaggio, i potenziali champagne vanno a maturare nelle cantine sotterranee a contatto con i lieviti, dove riposano per non meno di 6 anni prima del rémuage e del dégorgement manuali. Da notare che le bottiglie sono chiuse, come detto, con il tappo di sughero (bouchon liège) e non di metallo: per Bollinger questa soluzione assicura un’ossidazione ideale che favorisce l’ottimale autolisi dei lieviti.

La Grande Année Rosé 2002 di Bollinger
Bollinger La Grande Année Rosé 2002, uno champagne eccezionale

All’assemblaggio de La Grande Année Rosé hanno concorso vini classificati per il 73% Grand Cru e il 27% Premier Cru, a loro volta suddivisi tra 38% Chardonnay e 62% Pinot Noir, cui l’8% in rosso. Una percentuale un po’ più alta del solito dovuta alla bontà dell’annata, per questo lo chef de cave ha voluto una quantità maggiore di vin rouge. Ricordo che la 2002 è stata un’annata non particolarmente soleggiata, caratterizzata da temperature miti anche in inverno. È piovuto poco durante tutto l’anno ma senza arrivare a periodi di siccità prolungata, grazie anche alle piogge, forti nel periodo della vendemmia da fine agosto fino al 10 di settembre. Le notti fresche e il vento da Nord‐Est, poi, hanno favorito la buona maturazione delle uve e la presenza di parassiti è stata relativamente moderata in tutta la Champagne. In Bollinger hanno vendemmiato il Pinot Noir dal 18 settembre fino al 1 ottobre (il primo giorno è stato anche vendemmiato tutto il vigneto “la Côte aux Enfants”) e lo Chardonnay dal 20 settembre al 1 ottobre. La resa media è stata di circa 11,861 kg/ha e in Bollinger hanno registrato una gradazione 10.4° per un’acidità di 7.1 g/l. Degorgiata a gennaio 2010 e dosata a 7 g/l, La Grande Année Rosé 2002 si propone con un colore rugginoso per un gran naso di frutto che ricorda il vino rosso, non fosse per le note dolci e la netta mineralità. Molto bello e molto Bollinger. Il palato è pieno e simmetrico, con un maggiore accento sul frutto e una compattezza a centro bocca. Una bollicina finissima e in filo di tannino accompagnano verso la piena chiusura fruttata. Un grande “vino” e un grande rosé molto buono già oggi ma con affascinanti prospettive di maturazione.
Voto: 95/100

Gli champagne Bollinger sono distribuiti in esclusiva da:
Meregalli Giuseppe – tel. 039/2301980 – www.meregalli.it

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2 risposte a “La Grande Anné Rosé 2002: squisito capolavoro”

    • Beh, ritengo che la vera eccellenza Bollinger sia emblematica con l’R.D., comunque i rosé sono notevoli. Anche il non millesimato Special Cuvée Rosé, intrdotto da pochi anni ma subito ottimo. Non a caso, si è fatto valere nelle degustazioni della guida “Grandi Champagne 2012″…

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